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giovedì 21 luglio 2016

Generatore DDS per bassa frequenza

La dotazione di un piccolo laboratorio elettronico comprende anche i generatori di segnale. E quello che avevo io, un generatore di segnali sinusoidali a bassa frequenza, tratto da un ormai vecchio numero di Nuova Elettronica (il numero 90, scaricabile da qui), dopo trent'anni di onorato servizio, decise di lasciare questo mondo, proprio nel bel mezzo di una riparazione di un amplificatore audio....

Da qui la decisione di passare a qualcosa di più moderno, ed allo stesso tempo di divertirmi con l'autocostruzione.

L'idea mi è venuta sfogliando le pagine di un noto sito cinese di elettronica, dove ho notato un interessante kit da montare: un generatore di funzioni a bassa frequenza a DDS.

Ma che cos'è il DDS? La parola sta per Direct Digital Syntesis, ovvero Sintesi Diretta Digitale.

Come funziona il DDS


E' principalmente composto da un oscillatore fisso molto stabile in frequenza, da un microelaboratore, da una memoria e da un convertitore digitale-analogico (DAc).

Direct Digital Syntetizer

L'oscillatore fisso è la base dei tempi per il microelaboratore, determina il clock di sistema  e quindi un conteggio preciso. E' costituito da un oscillatore quarzato.

Il microelaboratore esegue vari compiti: il primo è quello di scrivere in un registro (l'accumulatore di fase) un numero crescente x, a partire da 1 in su, corrispondente alla fase del segnale; il secondo è quello di scrivere in una memoria il valore digitale, punto per punto, della forma d'onda da generare. Ora, se ad x=1 corrisponde il primo livello del segnale, ad x=2 il secondo e così via, ed andiamo ad inviare al DAc il contenuto delle relative locazioni di memoria, riusciamo ad ottenere la forma d'onda voluta.
Giocando con i valori di x e con il contenuto della memoria, possiamo generare qualsiasi segnale a qualsiasi frequenza, limitata comunque da quella dell'oscillatore (un suo sottomultiplo).

Il circuito


Il microelaboratore è un microcontrollore Atmel ATMEGA16A, con un clock da 16 MHz. L'interfaccia verso l'operatore è costituita da un display a matrice 16x2, standard Hitachi HD44780, e da un tastierino a 6 tasti.

La conversione avviene tramite un semplice convertitore ad 8 bit passivo a scala, detto R/2R, utilizzante otto uscite GPIO digitali del processore.

Ci sono due uscite per il segnale, una proveniente dalla conversione (DDS) ed una direttamente dal processore (HS). Dalla prima si ottengono sinusoidi, onde quadre, triangolari, a dente di sega diritto ed invertito, rumore ed un segnale definito come ECG (...?); con frequenza selezionabile da 1 a 65535 Hz.
La seconda uscita, chiamata High Speed, restituisce un segnale programmabile a 1, 2 4 ed 8 MHz ad onde quadre.

Il livello e l'offset sono impostabili con due potenziometri, con un valore massimo del segnale di circa 9V picco.

Qui potete scaricare il manuale completo di istruzioni e schema elettrico.

L'alimentazione


Il circuito vuole, per funzionare, una tripla alimentazione a +5V, +12V e -12V. Non essendo compreso l'alimentatore nel kit, me lo sono inventato, con quello che avevo a disposizione.

L'alimentazione del vecchio generatore era da 9V, e basta...
Ottenuta tra l'altro con un trasformatore da 12V al secondario. Pochi, se si vuole usare un comodo sistema a ponte di diodi.

Ho quindi preferito usare un semplice sistema a singolo diodo e condensatore, più lo stabilizzatore, per ogni uscita.
C'è un pò di ripple sul condensatore di filtro, da 2200 microFarad, poco peraltro con i consumi ridotti di questo circuito. Ripple ulteriormente ridotto dagli stabilizzatori di tensione, un 7805, un 7812 ed un 7912.
Tensione di ingresso al filtro 16,5V, tensione di uscita dagli stabilizzatori +(-)12V, caduta 4,5V, appena oltre il limite sopportabile dall'integrato per una corretta stabilizzazione. I +5V non hanno dato problemi di sorta, dato che sono prelevati pure loro a monte.
Schema elettrico alimentatore


La prova


Tutto sommato non è male come circuito, anche per il costo, poco più di 12 euro. Ha una buona linearità, non è difficile da usare, si monta facilmente anche se non viene fornito con il piano di montaggio.

Ha un problema, però. Il buffer di uscita è un LM358, un doppio operazionale general purposes un pò datato. Non è particolarmente veloce ed ha scarse caratteristiche come offset ed amplificazione.

Ho sostituito questo operazionale con un TL082, le performance sono migliorate di molto.

Sarebbero da aggiungere anche dei condensatori da una decina di nanofarad in parallelo ai pulsanti, ogni tanto generano alcuni rimbalzi.

Nella foto, l'uscita ad 1 kHz visualizzata con un altro kit, un economico oscilloscopio sempre acquistato presso questo sito.

73 de Andrea IV3ONZ


Link utili:


Wikipedia, Direct Digital Syntesis: https://it.wikipedia.org/wiki/Direct_Digital_Synthesis
Analog Devices: Fundamentals of Direct Digital Synthesis (DDS)
Texas Instruments TL082: http://www.ti.com.cn/general/cn/docs/lit/getliterature.tsp?genericPartNumber=tl082-n&fileType=pdf

martedì 5 luglio 2016

L'ascolto del broadcasting internazionale: il ricevitore

La scelta del ricevitore e l'installazione dell'antenna sono le prime esigenze dell'ascoltatore quando, visti i limiti di un ricevitore economico supereterodina da pochi euro con la sua antenna interna, si rende conto delle possibilità offerte dall'ascolto.

Per iniziare è già sufficiente un ricevitore commerciale da qualche decina di euro. Con una comune radio casalinga è già possibile ascoltare stazioni da tutta Europa sulle onde medie e le possibilità aumentano se l'apparecchio è provvisto di almeno una gamma di onde corte: una ricerca accurata e paziente vi permetterà di riconoscere stazioni da almeno una cinquantina di paesi diversi e certamente riceverete tutti i grandi organismi di radiodiffusione europei.

A questo punto cominciano le difficoltà: questo tipo di radio viene costruita essenzialmente per ricevere stazioni locali e quindi spesso si noterà l'impossibilità di attenuare le interferenze ed i disturbi. Inolte ci sarà una certa difficoltà nella sintonia nelle onde corte: piccoli spostamenti della manopola di sintonia corrisponderanno ad una grande escursione di frequenza.

La letteratura tecnica ed Internet portano moltissimi schemi di modifiche ai ricevitori commerciali per migliorarne le caratteristiche di selettività e sensibilità e per autocostruire dei circuiti elettronici "allargatori di banda", in modo da aver maggiore facilità di ricerca con una sintonia fine.

Le modifiche ai circuiti naturalmente richiedono un minimo di conoscenze tecniche e vengono attuate da tutti gli appassionati di radiotecnica o dai radioamatori in grado di farlo; l'ascoltatore inesperto di elettronica e montaggi circuitali potrà rivolgersi ad essi per consigli anche se la tendenza oggi è di affacciarsi al vasto mercato dell'elettronica per acquistare qualcosa di già costruito e funzionamente.

Vi è così una continua richiesta da parte degli appassionati SWL di consigli sull'acquisto di un "buon ricevitore". Si cercherà qui di dare alcuni consigli di base per una giusta scelta.

La copertura di frequenza è la prima cosa da valutare: deve coprire almeno le onde medie e le onde corte; le onde lunghe sono più difficili da ricevere e se non si usano particolari accorgimenti (antenna. accordatori e preamplificatori) l'ascolto potrebbe essere deludente. La gamma FM non è strettamente indispensabile, ci potrebbero essere sporadici ascolti di emittenti straniere dovute a riflessioni troposferiche o particolari condizioni di propagazione (meteoscatter, ecc.). Inoltre con l'affollamento della banda in Italia la ricezione di tali DX diviene alquanto difficoltosa.

Le onde medie possono offrire la sera e la notte inoltrata ascolti particolarmente interessanti, oltre all'Europa si possono ricevere, con una buona antenna, emissioni dall'America settentrionale e dall'Asia.

Particolare attenzione dovrà essere posta naturalmente sulle onde corte: la copertura dovrà essere continua e suddivisa in due, tre o quattro gamme oppure in sole gamme di radiodiffusione allargate, anche se quest'ultima opzione è un pò troppo limitante, viste le possibilità di ascolto fuori banda.

E´ importante che le gamme siano molto allargate in modo da avere sulla scala una risoluzione di almeno 10 - 20 kHz, attualmente le sintesi elettroniche oramai partono dai 5KHz nei ricevitori più economici fino ad arrivare ai 100Hz o meno in quelli professionali.

La seconda cosa da valutare sono le buone caretteristiche di sensibilità e di selettività del ricevitore. Attenzione però che una elevata sensibilità corrisponde anche a negativi effetti di intermodulazione, causati dalla presenza di segnali forti su canali adiacenti a quelli che vogliamo ricevere.

Importante terza cosa è la presenza di un connettore per antenna esterna ed eventualmente di una manopola per l'accordo di antenna, al fine di ottenere il massimo trasferimento di segnale al ricevitore e di attenuare eventuali interferenze.

I normali radioricevitori portatili sono alimentabili sia dalla rete che con batterie o alimentazione a bassa tensione esterna; in questo caso potrete facilmente fare ascolti anche da postazioni mobili, meno soggette ai disturbi locali e più aperte, quindi più favorevoli per il DX.

Quarto requisito indispensabile è la presenza dello strumento che indica l'intensità del segnale (S-meter). E´ utilissimo per la corretta sintonia di una portante e per una valutazione numerica dell'intensità del segnale ricevuto, richiesto da ogni rapporto di ricezione.

I vecchi ricevitori avevano anche un comando per la sintonia fine che permetteva di centrare perfettamente il segnale, ora è sostituito dai pulsanti di sintonia digitale (tastierino numerico per la digitazione della frequenza da ricevere); nei migliori apparecchi è previsto un dispositivo automatico per l'attenuazione dei disturbi impulsivi (noise limiter). Il costo di un apparato che risponda a tutte queste caratteristiche si aggira dai 200 ai 500 euro.

L'ascolto del broadcasting internazionale: le frequenze

Il Regolamento Radio di Ginevra (1959) definisce il servizio di radiodiffusione come un "servizio di radiocomunicazione".
Il servizio comprende la trasmissione di audio, video e di dati digitali.

Questo regolamento è approvato da quasi tutti i Paesi dell'ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, con sede a Ginevra) e prevede le modalità di assegnazione delle frequenze a tutte le stazioni comprese entro le bande attribuite al servizio di radiodiffusione; per l'Europa esse sono:

Gamme di radiodiffusione locale o regionale
  • 160 - 255 kHz onde lunghe
  • 535 - 1605 kHz onde medie
  • 3950 - 4000 kHz onde corte 75 metri
  • 5950 - 6200 kHz onde corte 49 metri
Gamme di radiodiffusione internazionale
  • 7200 - 7300 kHz onde corte 41 metri
  • 9500 - 9775 kHz onde corte 31 metri
  • 11700 - 11975 kHz onde corte 25 metri
  • 15100 - 15450 kHz onde corte 19 metri
  • 17700 - 17900 kHz onde corte 16 metri
  • 21450 - 21750 kHz onde corte 13 metri
  • 25600 - 26100 kHz onde corte 11 metri
La lunghezza d'onda viene calcolata come:

λ = c/f

dove λ (lambda) è la lunghezza d'onda in metri, c è la velocità della luce (299792458 m/s, arrotondata a 300000000 m/s), f è la frequenza in Hz. In pratica si adopera per c = 300000 e f in KHz.

Mentre per i singoli Paesi l'aggiudicazione delle onde lunghe e medie avviene tramite dei Piani e le frequenze sono poi usate ininterrottamente per anni interi, questo non può verificarsi sulle onde corte. Infatti, la propagazione delle onde corte avviene fondamentalmente per via ionosferica, con salti tra la superficie terrestre e gli strati dell'atmosfera ionizzati per le emissioni solari (ionosfera).

Lo stato di ionizzazione varia col passare delle ore del giorno, con le stagioni e anche con la stessa attività solare (tempeste magnetiche, macchie, emissioni di particelle, ecc...) Come conseguenza, per assicurare la migliore ricezione, con un segnali forti, privi di disturbi ed evanescenze, le stazioni radio fanno uno studio preventivo della propagazione e stabiliscono il tipo di antenna e le frequenze da adottare.

Vengono così proposti degli orari stagionali per le onde corte, essi riguardano esclusivamente il servizio di radiodiffusione nelle bande da 5950 a 26100 kHz (dai 49 agli 11 metri) e si riferiscono a uno dei quattro periodi in cui è stato diviso l'anno:
  • Orario di marzo e aprile
  • Orario di maggio, giugno, luglio e agosto
  • Orario di settembre e ottobre
  • Orario di novembre, dicembre, gennaio e febbraio
con inizio a decorrere dalle ore 00,00 (ora dell'Europa Centrale) della prima domenica del mese.

Da un ascolto attento si noterà che molte stazioni trasmettono fuori dai limiti delle gamme, oppure che spesso si sentono due o tre emissioni sullo stesso canale: talvolta si tratta di segnali inesistenti dovuti al circuito di conversione a media frequenza del ricevitore (frequenza immagine nei ricevitori supereterodina) oppure di fenomeni dovuti ad anomalie della propagazione (effetto Lussemburgo), ma spesso si tratta di trasmissioni da Paesi che non rispettano il Regolamento Internazionale. Viene così a crearsi una situazione per la quale da un punto di vista ascoltiamo dei disturbi prodotti da un circuito difettoso o scadente, dall'altro alcune trasmissioni sono udibili con difficoltà o addirittura non intellegibili perchè coperte dal disturbo di trasmissioni fuori canale.

Negli altri continenti l'assegnazione delle frequenze è più o meno analoga, variazioni si hanno ad esempio sui 75 metri (non usati nelle Americhe e più ampi - 3900/4000 kHz - in Oceania e Asia, con esclusione della Russia Asiatica e della Mongolia) e sui 41 metri (non usati nelle Americhe).

Per ultimo, a causa dell'elevato rumore atmosferico, alcune bande sono assegnate ad un certo numero di paesi situati nella fascia tropicale. Queste frequenze, nella gamma delle onde medio corte, vengono usate per il servizio nazionale interno e sono chiamate comunemente "bande tropicali", ricercatissime dai cacciatori di DX. Esse sono:
  • 2300 - 2495 kHz banda tropicale 120 metri
  • 3200 - 3400 kHz banda tropicale 90 metri
  • 4750 - 4995 kHz banda tropicale 75 metri
  • 5005 - 5060 kHz banda tropicale 60 metri

L'ascolto del broadcasting internazionale: la tecnica


La scelta del ricevitore e l'installazione dell'antenna sono le prime esigenze dell'ascoltatore quando, visti i limiti di un ricevitore economico supereterodina da pochi euro con la sua antenna interna, si rende conto delle possibilità offerte dall'ascolto.

Per iniziare, è già sufficiente un ricevitore commerciale da qualche decina di euro. Con una comune radio casalinga è già possibile ascoltare stazioni da tutta Europa sulle onde medie e le possibilità aumentano se l'apparecchio è provvisto di almeno una gamma di onde corte: una ricerca accurata e paziente vi permetterà di riconoscere stazioni da almeno una cinquantina di paesi diversi e certamente riceverete tutti i grandi organismi di radiodiffusione europei.

A questo punto cominciano le difficoltà: questo tipo di radio viene costruita essenzialmente per ricevere stazioni locali e quindi spesso si noterà l'impossibilità di attenuare le interferenze ed i disturbi. Inolte ci sarà una certa difficoltà nella sintonia nelle onde corte: piccoli spostamenti della manopola di sintonia corrisponderanno ad una grande escursione di frequenza.

Scegliete un posto dove ascoltare in pieno relax, e naturalmente dove eventualmente poter far arrivare una presa di antenna e terra. Procuratevi inoltre un buon paio di cuffie: leggere e poco ingombranti ma con buoni auricolari. Non è importante siano stereofoniche oppure abbiano una elevata banda passante: gli ascolti sono tutti in mono e generalmente si regolerà una tonalità sui bassi per ridurre i fruscii e le interferenze.

Procuratevi un registratore audio, va benissimo anche un netbook dove collegherete l'uscita del ricevitore alla presa mic-in ed avvierete un programma per la registrazione audio. Se trovate dei registratori MP3 a buon prezzo, vanno benissimo pure loro. Le registrazioni vi serviranno per redigere in seguito i rapporti d'ascolto.

Tenete a portata di mano un block notes, una matita ed una gomma. Vi serviranno per annotare frequenze, orari e vari appunti.

Un primo approccio all'ascolto può essere cercando nelle varie gamme un segnale interessante. Si può poi tentare all'identificazione dell'emittente dal solo ascolto.

Un valido aiuto arriva da una attenta programmazione degli ascolti. Il World Radio & Television Handbook fornisce accurati e completi dettagli sulle varie emittenti. Inoltre riviste specializzate del settore possono venire in aiuto per gli orari e novità. Internet è comunque una fonte sempre aggiornata principalmente per gli orari e le frequenze.

Gli ascolti possono iniziare cercando trasmittenti europee e nordafricane. Un ostacolo all'ascolto può essere la lingua, comunque esistono programmi per il pubblico internazionale in varie lingue, tra le quali l'italiano e l'inglese. Non è difficile poi comprendere alcune frasi, o il contesto, di trasmissioni in francese, spagnolo e portoghese.

Successivamente, verrà la voglia di migliorare la propria stazione di ascolto. Si potrà così puntare ad ascolti più esotici e lontani,magari nelle bande tropicali o cercando emittendi latinoamericane.

Cerchiamo il segnale di Radio Australia

La proprietà delle onde corte per noi più interessante è che si possono propagare da un continente all'altro quasi senza perdite. Mediante riflessione sulla ionosfera e sulla superficie terrestre le onde si propagano su tutto il globo. Tuttavia la ricezione di un certo trasmettitore dipende da tutta un serie di fattori in un determinato luogo ed in un determinato momento.

Prima o poi le circostanze sono però favorevoli e potremo ricevere anche Radio Australia. È indifferente che un trasmettitore disti da noi 4.000, 8.000 o 20.000 Km: con un pò di fortuna e molta pazienza potremo ascoltare un gran numero di stazioni da tutte le parti del mondo con il nostro ricevitore.

giovedì 23 giugno 2016

Quando i condensatori non sono adatti alla radiofrequenza

Il dielettrico dei condensatori ha particolari caratteristiche che dipendono anche dalla frequenza di lavoro. La ceramica, come isolante, è un buon materiale che lavora bene alle basse ed alte frequenze. Ma c'è un parametro, spesso sottovalutato, che è il fattore di merito Q.

Fattore di merito

Lavorando in frequenza, una capacità presenta una ben determinata reattanza capacitiva data da

Xc=1/(2*PI*f*C)

oltre ad avere una certa Resistenza serie Rs di perdita. Il fattore di merito di un condensatore è quindi dato da

Q=|Xc/Rs|

Ovvio che buoni condensatori, per non introdurre perdite nei circuiti, devono avere una Rs bassa e quindi un Q elevato. Ma non sempre è così, i componenti economici spesso hanno caratteristiche scadenti.

La modifica

Tornando al trasmettitore MEPT della volta scorsa, ho notato un particolare: 80mA di assorbimento sono tanti per 65mW di potenza.

Il MEPT con i ceramici poco adatti


Che cos'è allora che abbassa il rendimento dello stadio amplificatore? Esclusa la rete di polarizzazione ed il segnale modulante, l'unico colpevole allora è il filtro di uscita.

Tralasciando le bobine, rimangono i condensatori, posti in parallelo nel filtro. Indagando, ho trovato alcuni test fatti da Kevin ZL1UJG nel suo blog. Kevin ha misurato il Q dei ceramici presenti nel kit, ed ha notato che il Q a 10MHz è troppo basso. Componenti economici, validi in bassa frequenza ma scadenti a radiofrequenza.

Kevin ha provato a sostituire i componenti originali del kit con degli analoghi tipo C0G ed aventi un Q maggiore alla frequenza operativa. Il risultato è stato un significativo aumento della potenza di uscita.

Seguendo le sue indicazioni, sono andato alla ricerca di "buoni condensatori per alta frequenza" nel mio cassetto dei componenti. Ho trovato solo dei "condensatori a vetro", recuperati da vecchie radioline a transistor. Sono dei condensatori al Polistyrene, aventi ottime caratteristiche dielettriche a radiofrequenza.



Ho cominciato a sostituire uno ad uno i componenti, mentre li sostituivo provavo a misurare se avevo differenze sostanziali nella potenza di uscita. Solo con C6 e C7 ho ottenuto un incremento sostanziale: 135mW al posto dei 65 di prima. Ben 3,52dB!

Lo schema originale di Hans G0UPL

Questi condensatori non saranno stati la soluzione migliore, ma è quello che ho recuperato dal cassetto. Il risultato parla da sè.

135 mW a 10140 kHz


73 de Andrea IV3ONZ

venerdì 10 giugno 2016

Stabilizzazione in frequenza del trasmettitore QRSS

MEPT QRSS

La teoria (ed anche la pratica) racconta che un oscillatore a quarzo ha già di per se una buona stabilità in frequenza. Valori di 10 PPM non sono poi così rari. Ma questo significa una variazione di 10 Hertz ogni Megahertz, ovvero che, a 10140 kHz, ottengo variazioni di frequenza dell'ordine dei 100 Hertz.

Il mio laboratorio (2011)

Poco male, se trasmetto in fonia. Ma per operare in QRSS, dove la banda utile è proprio di 100 Hz, significa veder andare fuori schermo il proprio segnale nel giro di qualche ora.


Notare la deriva in frequenza (si vede "3ONZ in CW)

A che cosa è dovuto questo spostamento di frequenza? Alla temperatura di funzionamento del quarzo. Questo fenomeno è la cosiddetta deriva termica, difetto comune a tutti i componenti elettronici.

Serve quindi un qualche cosa per stabilizzare questa temperatura. Cercando in rete, ho trovato presso il noto rivenditore di materiale elettronico R.F. Elettronica questo termostato per quarzi.


Questo riscaldatore di precisione provvede alla compensazione termica del cristallo, normalmente utilizzato negli oscillatori quarzati.

Precision crystal heater QH40A
Il circuito è montato su un substrato ceramico tipo AL203 e viene assemblato sul corpo del quarzo con un tubetto termorestringente.

Il circuito riscalda il cristallo alla temperatura di 40,8 °C con una accuratezza migliore di 0,1 °C. Questo permette un'alta stabilità in frequenza nel range di temperatura da -5 a +40 °C.

Questo riscaldatore è una ragionevole alternativa agli OCXO i cui valori potrebbero non essere disponibili.

Il circuito è alimentato esternamente, fare attenzione alla polarità che, se errata, distrugge il dispositivo.
Usare fili sottili per il collegamento dell'alimentazione per evitare la trasmissione involontaria del calore. Per usi a temperature di 10 °C o inferiori aggiungere un isolante in polistirolo. Seguire questi consigli:

  • 1. I fili dovrebbero essere saldati ai rispettivi pin. La forma ad S (figura 1) riduce il carico meccanico del supporto del riscaldatore (figura 3).
  • 2. Riscaldare il tubetto termorestringente per fissare il circuito al cristallo (figura 2), assicurarsi che la temperatura non sia troppo alta (100 - 150 °C sono sufficienti).
  • 3. Installazione del riscaldatore (figura 3)
Alcune immagini durante l'esecuzione del lavoro:

Notare il dissipatore aggiunto al 2N7000 e l'isolamento con il polistirolo espanso...
Il test finale, 100 mW su 50 ohm; la frequenza non è ancora regolata.


Finalmente stabile in frequenza.

 73 de Andrea IV3ONZ!

sabato 28 maggio 2016

The QRSS Experiment

QRSS


Nel gennaio del 2011 iniziai la mia attività QRSS, sia in ricezione che in trasmissione.
Il QRSS è un metodo di trasmissione dei segnali in modo molto lento; nel codice Q il termine QRS sta ad indicare "rallenta la tua velocità", l'ultima S indica "ancora più lentamente".

La potenza del trasmettitore è di solito inferiore al watt, generalmente intorno ai 100 mW; i modi usati sono il CW lento, l'FSK lento, il Feldhell lento, e così via.
Il tempo per trasmettere un punto nel CW lento è uguale o maggiore di  1 secondo, la velocità normalmente utilizzata è di 3 o 10 secondi per carattere.

Per generare il pattern si usa un microcontrollore (Atmel o similari), i quale modula in frequenza tramite un diodo varicap (oppure un diodo LED) la portante generata da un semplice oscillatore quarzato, collegato attraverso un buffer al filtro di uscita a più celle. Il buffer è un semplice amplificatore in classe C, notoriamente ricco di armoniche.

Ascoltando queste trasmissioni, con un ricevitore USB, magari a banda stretta per il CW, si ascolta solo rumore. Ma collegandone l'uscita audio alla scheda audio del PC possiamo però decodificare questi deboli segnali tramite un opportuno programma.

Il software installato nel PC estrae i deboli segnali dal rumore e li mostra come waterfall nella finestra di visualizzazione.

Vista la stretta banda a disposizione, generalmente 100 Hz, è importante curare la stabilità dell'oscillatore locale; ovviamente una cura particolare deve essere prestata al sistema antenna - linea di trasmissione per ottenere il massimo guadagno con un minimo rumore di fondo.

Manned Experimental Propagation Transmitter

Questi trasmettitori vengono definiti come Manned Experimental Propagation Transmitter, ovvero Trasmettitori Sperimentali Presidiati per lo studio della propagazione ionosferica.
Non sono propriamente dei Beacon (ci vorrebbe anche il suffisso /B), poichè vengono accesi ed utilizzati solamente in presenza dell'operatore radio.
Si potrebbe benissimo fare QRSS con il proprio ricetrasmettitore, sempre se si riesce a ridurne la potenza di uscita a qualche decina di milliwatt.
Il trasmettitore da me usato è tuttavia un semplice circuito funzionante a 10140 kHz, con una potenza di uscita attorno ai 25 mW (!). Il kit viene descritto e fornito dal radioamatore inglese Hans Summers G0UPL. Trovate tutte le informazioni nel suo sito,
http://www.hanssummers.com/

L'antenna è auto costruita ed è una Half Wave End Feed tarata per la banda dei 30 metri. E' un progetto ricavato dalle informazioni trovate sul sito di Steve Yates, AA5TB, http://www.aa5tb.com/efha.html.

La frequenza operativa  è approssimativamente 10140040 Hz. E' in cantiere un upgrade per stabilizzare la frequenza del quarzo nei confronti della temperatura.

Il ricevitore SDR

Il ricevitore utilizzato nell'esperimento è un 
Software Defined Radio (SDR) autocostruito, ed è Qui trovate lo schema elettrico. E' un kit purtroppo non più disponibile, troverete comunque molte informazini utili nel sito di Richard R Robson WB5RVZ, http://www.wb5rvz.com/
precisamente un kit di Tony Parks KB9YIG, il Softrock Lite V6.2.
L'antenna è la EFHW per i 30 metri, accoppiata al ricevitore mediante un accordatore Yaesu FRT-7700.
In alternativa utilizzo il ricevitore del transceiver SDR Softrock V6.1, ricevente nelle bande dei 40 ed 80 metri. Utile, anche se non proprio con il massimo della sensibilità, il ricevitore Sangean AT505.
Il software per la decodifica preferito è lo Spectrum Lab V2.76 b8 di DL4YHF, un ottimo tool per decodificare, filtrare e visualizzare i deboli segnali. Ho utilizzato anche gli ottimi Spectran ed Argo: http://www.weaksignals.com/; sviluppati da Alberto I2PHD e Vittorio IK2CZL.
L'attività del mio grabber può essere visualizzata a questo link: https://iv3onz.blogspot.it/p/blog-page.html

L'attività

Talvolta accendo il MEPT e lo lascio acceso o durante il giorno, oppure durante la notte. L'ascolto può essere monitorato su uno dei tanti grabber QRSS sparsi in rete. Esiste un gruppo, i Knights QRSS, dove iscrivendosi uno può postare informazioni sulla propria attività:
The KnightsQRSS blog http://knightsqrss.blogspot.com/
La mailing list http://cnts.be/mailman/listinfo/knightsqrss_cnts.b

I primi risultati

Questa è la mia prima stazione QRSS ricevuta, si tratta della stazione francese F6DHI su 10140060 Hz:



Questo è uno screenshot della mia prima trasmissione, preso dal grabber di G4CDY il 10 gennaio 2011:


Altra immagine del mio segnale ricevuto nei Paesi Bassi da PA0TAB il 12 gennaio 2011:


Nel gennaio di quell'anno (2011), con un ciclo solare quindi non particolarmente intenso (se non proprio nullo) i miei segnali nella banda dei 30 metri furono ricevuti senza problemi nel nord Europa tra le 0900 UTC e le 1400 UTC.

Spero che queste informazioni siano un invito nei vostri confronti nell'iniziare questa interessante sperimentazione nel campo della propagazione radio ionosferica, nell'autocostruzione e nella ricerca di continui miglioramenti.

73 de IV3ONZ Andy!!!